Imprese, purchè la sfida sia leale

8 maggio 2018 by in category Otto with 0 and 0

Modelli di innovazione e di eccellenza in Italia, ma la sfida tra le imprese deve essere legale

La chiave del successo aziendale? L’innovazione ovvero dimostrare di essere una realtà al passo con i tempi e magari capace anche di anticiparli. Naturalmente è più semplice a dirsi che a farsi poiché è sempre necessario avere la capacità di osservare le necessità di mercato e riuscire a inserirsi con una idea vincente. Ma al di là di quanto si possa immaginare, anche l’Italia è un ottimo laboratorio di idee e i casi di successo sono più numerosi di quanto si possa immaginare.

Naturalmente non basta solo il know-how ovvero le competenze necessarie per portare a termine il compito perché una componente decisiva è anche quella del contesto delle regole in cui si opera. Come spiega Chiara Fumagalli, direttore del corso di laurea in International economics and finance all’Università Bocconi di Milano, in un regime concorrenziale è fondamentale il rispetto delle regole anche per evitare posizioni di abuso.

A ogni modo, tra gli ultimi esempi da citare di idee di successo c’è quella di AKInnovation e il suo Otto ovvero il sistema hardware e software per coordinare il lavoro dei lavoratori di un’azienda, anche e soprattutto se sono distribuiti su un territorio più ampio e su più sedi. E se c’è poi un settore emergente è quello della sostenibilità. Qui si moltiplicano le imprese che promuovono un’idea di azienda basata sul rispetto del territorio, dei lavoratori dell’ambiente e in grado di divenire motore del benessere sociale. Se l’idea è quella giusta e la cornice delle regole in cui muoversi viene rispettata da tutti, resta poi la prova del tempo che provvede necessariamente a una nuova scrematura. Ma questo è un altro capitolo della storia aziendale che varia da caso a caso ed è legato a tanti altri indicatori.

Ma ancora….un’altra storia di successo

Sicurglass Sud di Fisciano si è distinta nuovamente all’interno del gruppo internazionale Saint-Gobain, che è resistito agli ultimi anni di crisi e ora sta raccogliendo i semi sparsi, soprattutto a livello di innovazione tecnologica.
E, infatti, è stata propria la Sicurglass Sud di Fisciano, vicino a Salerno, ad aggiudicarsi diverse commesse sul mercato cinese dei treni e in particolare dell’alta velocità tra cui quella dei vetri dei convogli ad alta velocità.

Da ricordare che Saint-Gobain è una multinazionale francese del vetro e dei materiali per l’edilizia con 180mila lavoratori, in 67 nazioni e un fatturato di 41 miliardi di euro.

Sicurglass Sud di Fisciano, all’itero del gruppo, si è specializzata nella progettazione e produzione di parabrezza per mezzi di trasporto e proprio con questi creati dalla società italiana saranno realizzati tutti gli ultimi treni ad alta velocità cinesi. Ma parabrezza di tutte le tipologie vengono creati per autobus e tram oltre che per metropolitane. Vi sono nell’azienda circa 200 persone che riescono a produrre un fatturato di 30 milioni con vetri destinati al 90% al mercato internazionale

E ancora…

Giovane è giovane perché Giovanni De Lisi ha solo 32 anni. Bravo è bravo perché la sua Greenrail è la startup dell’anno. Ma è anche creativo e innovativo poiché ha brevettato traverse ferroviarie che rispettano l’ambiente. E avendo rifiutato un milione di euro per poi incassarne 75 dimostra come sia anche coraggioso e con il fiuto degli affari. C’è solo un piccolo grande problema: fa affari un po’ ovunque, dagli Stati Uniti alla Cina, dall’Arabia Saudita alla Francia fino al Kazakistan, ma dentro i confini italiani non riesce a trovare spazio. Eppure la traversa ferroviaria ecosostenibile realizzata con plastica e pneumatici riciclati che ha catturato l’interesse e i quattrini dei più grandi protagonisti del settore, farebbe comodo anche da queste parti. Tuttavia, almeno per ora, non c’è nulla da fare e gloria e guadagni arrivano da oltre confine.

La vicenda del giovane De Lisi è interessante perché distrugge l’immaginario comune. Quello secondo cui un giovane italiano dovrebbe puntare al posto fisso a tutti i costi. Ed evidentemente questa occasione poteva coglierla al volo. A 19 anni faceva l’operaio nell’azienda di famiglia, ma la strada scelta è stata piuttosto quella di andare a lavorare in cantiere (su spinta del papà) anziché mettersi comoda in una poltrona e dietro a una scrivania. Le parole riferite al quotidiano la Repubblica dal giovane palermitano sono in grado di ricostruire al meglio quegli anni, la fatica compiuta e la scommessa di fare un passo indietro subito per poi farne dopo due in avanti. Il suo turno cominciava a mezzanotte – ricorda – e finiva alle sei del mattino e montare d’inverno traverse ferroviarie sotto la neve di Busto Arsizio. Una fatica enorme che adsso è stata evidentemente ripagata.

Ma da dove è venuta fuori quell’idea che adesso gli consente di guardare avanti con infinito ottimismo e dimostra come il mondo delle startup sia popolato anche da menti brillanti? Ebbene, a essere decisiva è stata la televisione. Esattamente un documentario su una azienda americana che aveva brevettato un tipo di traversa utilizzabile per sostituire quelle in legno. Da quella scintilla è divampato l’incendio dell’intuizione perché De Lisi ha capito che si poteva fare di più ovvero sostituire il cemento. A quel punto è stata “solo” una questione di applicazione e duro lavoro che lo ha portato a sviluppare una miscela in grado di sostituire il tradizionale calcestruzzo e ridurre al minimo l’impatto con l’ambiente. Tutto molto bello da ricordare, ma niente poteva essere dato per scontato e il successo non era affatto garantito. Insomma, non basta una buona idea per fare boom.

Chi ricorda la sua apparizione alla trasmissione televisiva Shark Tank? In quell’occasione aveva rinunciato all’offerta di un milione di euro per cedere la sua idea. In quanti avrebbero avuto il coraggio di comportarsi come lui e dire addio a quella montagna di soldi in così giovane età? Solo chi in possesso di una sconfinata fiducia in se stessi. E così, un riconoscimento dopo l’altro è arrivato ilo contratto con SafePower1, società americana che ha scucito 26 milioni di euro per sviluppare royalties per oltre 75 milioni di euro.

Nuovi record per le eccellenze italiane

Se rispetto allo scorso anno l’aumento delle esportazioni è stato pari al 7% è lecito attendere risultati positivi anche sui versanti della ripresa economica e occupazionale del Paese. Per quanto riguarda la tipologia dei prodotti, le spinte maggiore sono arrivate dal vino ovvero il prodotto italiano più esportato, l’ortofrutta, i formaggi e i salumi. Perde posizioni la pasta tricolore in attesa dell’entrata in vigore dell’obbligo di indicazione dell’origine del grano.

Succede adesso una situazione impensabile perché la riforma Trump spinge l’export di robot e meccanica. Con le nuove regole si registra e si prospetta un effetto positivo per le aziende italiane negli Stati Uniti. Di più: l’alleggerimento sui redditi medio-alti dovrebbe avere un effetto su moda e alimentari di fascia alta. Cosa prevedono le norme rinnovate? Dal 2018 l’aliquota sui profitti delle Spa scende a 21% dal precedente 35%. Viene favorito il rimpatrio degli utili, indipendentemente dal paese in cui sono realizzati. Il cash sarà tassato al 15,5%, gli asset all’8%. Ecco poi l’applicazione di un’aliquota del 12,5% sui redditi prodotti dalla vendita o dalla licenza di beni e servizi all’estero. Il rischio è che si trasformi in un sussidio all’export, difficile da far andare d’accordo con le regole del Wto. Sino al 2022, introdotta la deducibilità integrale degli investimenti nello stesso anno in cui sono stati effettuati.

Andando più nel cuore dei settori protagonisti dell’export del made in Italy verso gli Stati Uniti non mancano le sorprese. Prendendo come riferimento il periodo tra gennaio e settembre dello scorso anno, questa è la nuova fotografia:

  1. Mezzi di trasporto 6,66 miliardi di euro ovvero +8,1% sullo stesso periodo dell’anno precedente
  2. Macchinari 5,48 miliardi di euro ovvero +8,0% sullo stesso periodo dell’anno precedente
  3. Alimentari, bevande 2,94 miliardi di euro ovvero +6,8% sullo stesso periodo dell’anno precedente
  4. Tessile, pelli, abbigliamento 2,78 miliardi di euro ovvero -1,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente
  5. Articoli farmaceutici 2,20 miliardi di euro ovvero +48,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente
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